La Formazione come bene primario

Marco AbbonizioIl mondo della Formazione

La panoramica sulla Formazione e l’istruzione a 360 gradi di Gianni Brugnoli, vice-presidente di Confindustria per il capitale umano

Formazione come valore primario della nostra società: questo è ciò che si augura Gianni Brugnoli, vice-presidente di Confindustria per il capitale umano, nell’intervista rilasciata per Il Sole 24 Ore.

Un auspicio che, come spiega proprio Brugnoli, è ben lontano dall’essere realtà. Le ragioni sono molteplici e differenti, ma il distacco rispetto a Paesi come Stati Uniti, Cina e India, che per l’istruzione hanno messo in atto programmi di 20 anni, è in questo momento abissale.

Un paradosso si direbbe, dato che la nostra nazione rappresenta la seconda potenza manifatturiera in Europa nonché la settima economia mondiale. Proprio questi dati vengono tralasciati fra i più, facendo prevalere uno scoraggiamento in buona parte demotivato.

“La Formazione dei giovani deve tornare ad essere prioritaria – spiega Brugnoli nell’intervista rilasciata a Claudio Tucci – ed insieme ad essa deve esserci l’accompagnamento di un vasto piano di orientamento. Nei prossimi tre anni – prosegue il vice-presidente – i principali settori della manifattura offriranno circa 200.000 posti di lavoro, e c’è il serio rischio che buona parte di essi resti vuota per carenza di candidati. Un dato disarmante, conseguenza della scarsa Formazione dei nostri ragazzi dettata anche da scelte che hanno visto il dimezzamento di ore e fondi all’istruzione, nella fattispecie all’alternanza scuola-lavoro. Sono moltissimi i casi in cui i ragazzi usciranno dalle aule senza aver mai messo piede in un’azienda. – sottolinea – Circa il 25% delle scuole non proporrà percorsi di questo tipo ai propri studenti; sono lussi che non possiamo permetterci, l’Italia non può privarsi in questo modo di capitale umano”.

Un’analisi del tutto condivisibile che trova maggior riscontro nell’argomento relativo alle opportunità dove Brugnoli spiega: “Dobbiamo far capire ai ragazzi e alle famiglie le opportunità che offre l’industria in base al livello di preparazione che esula dalla specifica materia: a un ingegnere, accanto alle competenze acquisite del settore, verranno chieste delle soft skills, della abilità digitali e di contaminazione umanistica che hanno poco a che vedere con il percorso di studi specifico, ed è qui che entra in gioco la Formazione, ma siamo ancora lontani dalla piena comprensione di questo concetto”.

Viene inoltre posto l’accento su un percorso didattico di tipo tecnico e professionale, spesso sottovalutato ma quanto mai utile ed allo stesso tempo incompreso. Un percorso che non preclude affatto il mondo universitario ma che, anzi, aprirebbe le porte ad una Formazione di tipo trasversale.

Un inno al capitale umano, dunque, che abbiamo ritenuto opportuno riproporvi in quanto Ente di Formazione fortemente coinvolto nel processo di crescita del Paese sotto il punto di vista delle competenze di ogni tipologia. Crediamo fortemente nel valore del “formarsi”, e per questo motivo sposiamo a pieno questo pensiero, ringraziando la redazione de Il Sole 24 Ore che da sempre viaggia a braccetto con tematiche di sviluppo di questo genere.